Riti di passaggio

Due mezzi di lettino

Da alcune notti le notti sono sempre più difficili. Il sonno di iMamy, che ha il dono non richiesto di sentire ogni rumore e svegliarsi del tutto, viene turbato più del solito da un Ulisse che non ne vuol sapere di dormire sul lettino.

Ulisse prima si rifiuta di dormire, poi migra da divano a lettino a letto del fratello (cui ha strappato ripetutamente le tende da castello-letto), al nostro lettone. Se non viene bene accolto si fa spazio a calci, guai a protestare.

Come già successe per Cesare è evidente che il lettino ha fatto il suo tempo: forse geometricamente adatto ad un esserino di meno di un metro ma praticamente inservibile per un piccolo Diavolo della Tasmania, tutto muscoli, giravolte e tornadi.

Parte la missione Ikea, da cui i due prodi iParents tornano con scaffalatura a tre gradini per favorire l’ascensione al castello-letto e pouf imbottito di palline per attutire le cadute.

Il pouf verrà restituito perché troppo massiccio e imgombrante ma la missione prosegue e poco fa, di nuovo a colpi di brugola, ha colpito il suo bersaglio, obbligandolo a trasformarlo in due poltroncine.

A tante cose ero pronto ma non a vedere andare in pensione un lettino. Groppo alla gola, senso del dovere inevitabile, e amorevole cura per i pezzi da smontare.

E chissà cosa diranno di due diretti interessati, che stanno dormendo di là, in un eccezionale pomeriggio di pace.

3 Responses to Riti di passaggio

  1. Caro mio, noi si invecchia e loro crescono… Io ho appena incartato l’ex culla di Chiara per una cliente che l’ha acquistata usata :”(((

  2. Lo sapevo ma sul momento fa un effettaccio.

    L’hanno presa bene, comunque: dido vieni a vedere la nostra camera, è STU-PEN-DA! C’è il tuo letto tutto spaccato…

  3. sono commossa ma felice di aver contribuito all’acquisto del lettino più bello del mondo per Cesare che poi è servito, anche se per minor tempo a Ulisse.
    Daria aveva ragione a dire che il lettino era trasformabile ed ora ci sono due poltroncine deliziose per i due fratelli che si amano tanto. I nonni Giac sono felici anche che Cesare possa andare in alto con quella scala “stupenda”. Infatti è diventato proprio un ometto e un vero fratello maggiore!

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