Sotto il sole del 2 agosto

2 agosto 1980

(vedi tutto il photoset del 2 agosto)

L’immediatezza delle cronache su Instagram e Twitter insieme alla fatica degli ultimi giorni prima delle ferie mi ha fatto ritardare il post annuale con la galleria di foto del 2 agosto

La lunga camminata dall’incrocio della T, fra via Rizzoli, via Ugo Bassi e via Indipendenza fino alla Stazione di Bologna è un rituale collettivo cui non si può mancare. Non mi sento a mio agio nel mio essere bolognese se non prendo un permesso al lavoro per il 2 agosto per esserci, là in mezzo ai gonfaloni, alle voci e della gente, a quelli che ti guardano dagli archi dei portici di via Indipendenza, agli amici che incontri proprio là in mezzo, alle biciclette, ai padri che portano i figli piccoli, nel lungo corteo che si allunga e si ricompaia come una fisarmonica per poi riempire ogni angolo di ombra in piazza Medaglie d’Oro.

La camminata è in gran parte all’ombra ma quando si giunge di fronte alla Stazione il termometro sulla facciata rimbalza fra i 35 e i 36 gradi, l’autobotte di Hera distribuisce acqua fresca a tutti. Fa caldo ma non importa. Andresti alla stazione anche a piedi nudi quel giorno. Già ma perché?

Perché, come ha detto nel suo discorso il sindaco Virginio Merola noi portiamo una cicatrice

Care cittadine e cari cittadini, la storia che abbiamo tramandato ha funzionato, si è radicata nelle anime, ha preso una goccia di sangue dai nostri cuori, e oggi, ogni bolognese grande e piccolo, porta nel cuore una piccola cicatrice, la cicatrice che questa storia ci ha lasciato.

Una cicatrice che ciascuno di noi porta con orgoglio.

E quando si ha una cicatrice che di per sé non duole ma sente le variazioni del clima, i tentativi di sminuire o alterare la verità, l’unica cosa che puoi fare è non dimenticare e stare vicino a chi la cicatrice ce l’ha sulla propria pelle:

Quel giorno medici, infermieri, ferrovieri, vigili del fuoco, in un clima surreale di pietà e rabbia, in silenzio hanno lavorato ben oltre le ore dei singoli turni. Semplici cittadini volontari e giovani militari di leva sono accorsi in stazione per liberare i feriti sepolti dai calcinacci, per estrarre da quell’inferno piccoli corpicini senza vita che sembravano bambole, ma erano esseri umani. In certi momenti, di fronte alle infinite urgenze e alle scene devastanti, molti soccorritori non riuscivano a nascondere la commozione e a reprimere i singhiozzi, ma hanno continuato ad aiutare e ad aiutarci.

Sappiamo che molti sono fra voi e vogliamo ancora, per questo, dirvi GRAZIE.

Quel giorno nessuno era preparato a fare quello che ha fatto, ma nessuno si è tirato indietro. E quella determinazione, quella dignitosa fermezza ci è stata d’ esempio e di sprone per costituirci in Associazione, per ricercare, ottenere, uniti, giustizia e verità per i nostri cari.

(dal pdf del discorso di Paolo Bolognesi il 2 agosto 2012, via stragi.it)

Il 2 agosto è un comune sentire civile di Bologna tutta, al di là degli schieramenti e dei chiodi arrugginiti girati nelle carni, come scrive Luca Bottura in uno dei suoi pezzi più belli e sentiti in assoluto, che stranamente non ha trovato posto sul Corriere di Bologna cartaceo ma che è stato pubblicato sul corporale blog BOblog:

Basta girare quel chiodo arrugginito nelle carni di chi ha patito la strage di Bologna sulla propria pelle. Basta allontanarsi così tanto dal sentire di una città, la tua, che vuole verità e non guerre politiche. Peggio: partitiche.

Basta, in questa foga revisionista, lasciarsi prendere la mano e attribuire patenti di illiceità a gente che quel 2 agosto di 32 anni fa perse per sempre i propri cari, i propri affetti, il proprio futuro.

Bologna non dimentica

Le cicatrici si curano con la pervicacia, con la partecipazione e con la memoria. Dal canto mio, credo di aver saltato due o tre cortei e da quando esiste la fotografia digitale cerco di documentare com’è essere lì in mezzo, a costo di fare ogni anno le stesse foto. Del resto ogni anno si mettono gli addobbi di natale e i fiori ai partigiani. Quando ho potuto ci ho portato i miei figli, dall’età del passeggino in poi e sono stato felice di incontrare i miei vecchi compagni di liceo, in bicicletta e a piedi che ci portavano i loro.

Quest’anno i social network sono un fatto assodato, il Comune di Bologna con Twiperbole e ha fatto un lavoro egregio di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza, dall’emergenza neve, alla progettazione partecipata, alle celebrazioni istituzionali.

Per le celebrazioni del 2 agosto è stato aperto un blog ufficiale: Bologna 2 agosto verso una memoria condivisa. Realizzato su tumblr, una piattaforma che io amo molto per semplicità e potenza, il blog è riuscito a fondere l’idea di racconto della memoria e quello di partecipazione. Al momento del lancio sul tumblr comparivano i contenuti già noti del sito stragi.it; la pubblicazione in forma di sequenza cronologica di contenuti che diversamente presentavano la forma di archivio statico, ha realizzato un climax di avvicinamento alla giornata del 2 agosto. Guadagnando visibilità il blog si è arricchito di contributi originali tramite l’apposita funzione contribuisci di tumblr.

Il risultato era tutt’altro che scontato, poteva fermarsi ad una mera ripubblicazione ed è diventato un percorso, un racconto fatto dal montaggio proprio come nel miglior cinema documentaristico. Ottimo lavoro.

Bologna, 2 agosto. In soccorso della memoria

Il Trentasette

I soccorsi vennero organizzati immediatamente: ‘La prima ambulanza è piombata sul piazzale della stazione neppure due minuti dopo’. Così il Resto del Carlino, giornale cittadino, raccontava la reazione allo scoppio della bomba in stazione.

Ancora prima dell’arrivo di ambulanze e di vigili del fuoco i sopravvissuti vennero aiutati da passanti, ferrovieri e tassisti.
Anche le automobili private furono utilizzate per il trasporto dei feriti e fecero la spola fra stazione e ospedali.

Le lunghe catene umane in cui venivano passati i calcinacci, i mattoni che si spostavano tentando di liberare la zona dell’esplosione, sperando di trovare persone vive, seppur ferite, sotto le macerie erano formate da volontari, vigili del fuoco, soldati di leva; spesso si trovarono a lavorare fianco a fianco persone diverse, persone che, a Bologna, si erano trovate a fronteggiarsi anche aspramente sul piano politico.

Soccorsi bus 37
Soccorsi bus 37

Via Bologna – 2 Agosto 1980 – Associazioni Familiari vittime della strage alla stazione – I soccorsi

Bologna, alla stazione il 2 agosto

Questo edificio rimarrà dov'è

Ecco il fotoracconto del corteo del 2 agosto.

C’era parecchia gente quest’anno, forse complice il caldo non ancora torrido, c’erano i parenti, le autorità, adulti e bambini, partigiani giovani e vecchi, associazioni, striscioni, colori.

Proprio stamattina al lavoro un amico mi ha chiesto perché ci vado, se ho motivi personali per farlo.

Gli ho risposto che non sono parente né conoscente delle vittime ma che avere 12 anni e vedere la propria città sventrata è un’esperienza che ti segna.

L’esercizio della memoria attraverso il rituale di una lenta camminata estiva è un’esperienza che arricchisce sempre.

Ogni persona in più che sotto il sole d’agosto accompagna in Piazza Medaglie D’Oro chi ha ancora le ferite in corpo fa una cosa buona.

E noi continueremo a farlo, programmando le ferie di conseguenza, anno dopo anno.

A Bologna, il 2 agosto si arriva anche a piedi, partendo tre giorni prima.

Il percorso inverso l’abbiamo fatto in macchina, percorrendo nel pomeriggio un’autostrada quasi vuota, il giorno del grande esodo in direzione Milano, con buona pace del bollino nero.

C’era un bambino da salutare, una mamma e un papà da abbracciare e qualche domanda di Cesare da evitare.

Questa è stata la nostra staffetta.

Da Paullo a Bologna

Appuntamento il 2 agosto a Bologna

Stazione di Bologna 2 agosto 1980

Come ogni anno domattina andrò alle celebrazioni per il 2 agosto, sfidando l’Italia in vacanza e la città semideserta.

In genere sono sempre andato con la famiglia e con un amico. Il giorno prima, il primo agosto, ci si passa la voce: sei a Bologna domani? Ci vediamo in Via Indipendenza o in Piazza?

Quest’anno ho deciso di scriverlo sul blog. Chi vuole unirsi lo scriva nei commenti. E’ un’esperienza importante per sentirsi bolognesi, per stare vicino ai familiari delle vittime, per non dimenticare in che razza di paese abbiamo vissuto e ci ostiniamo a vivere.

Ci vediamo alle 9:00 all’incrocio via Indipendenza – via Ugo Bassi, di fronte a piazza Nettuno. Alle 9:15 parte il corteo.

Manifesto 2008 celebrazioni strage 2 agosto 1980

Bologna, 2 agosto 2007, per non dimenticare



Le 10 e 25

Originally uploaded by hanfed.

Per non dimenticare è uno slogan che si legge spesso quando ricorrono le celebrazioni di un evento come la strage alla stazione di Bologna.

Il lento, sereno, corteo che da via Indipendenza raggiunge la Stazione è un momento di partecipazione che ogni Bolognese impara a fare, un appuntamento a cui non si manca a costo di spostarci le ferie.

Io ci ho portato amici, fidanzate poi compagne, prima un figlio poi il secondo e continuerò a farlo. Ho visto anni in cui le folle si diradavano, forse a causa dell’estate, forse di una verità completa che tarda ad arrivare 27 anni dopo. Ogni anno però ci sono i parenti delle vittime, con le loro ferite mai sanate, che hanno bisogno di tutti noi che ci ricordiamo Bologna ferita e una stazione scoperchiata come in tempo di guerra. Cose che un dodicenne non dovrebbe mai vedere senno’ poi va a finire che non se le scorda e viene a tutte le manifestazioni.

Il modo di ricordare che mi riesce meglio è per immagini. Ecco il fotoalbum della giornata di oggi.

Link utili:

Update: ne parlano anche: Luca Sartoni, Alessandro Ronchi