Parigi non è solo

 

Parigi non è solo una nota meta turistica.

Parigi non è solo la ville lumière.

Parigi non è solo le foto dalla piramide del Louvre o dalla torre Eiffel.

Parigi non è solo l’accento francese.

Parigi non è solo un tricolore sulla foto profilo. 

Succede che da quando sei piccolo hai amici francesi e parigini.

Succede che finisci per studiare il francese alla scuola media e trovare il miglior professore di francese del mondo al liceo (che, ovunque sia ora, sarà attaccato su twitter, con la vista ritrovata).

Succede che ti fanno studiare i romanzi dell’800 e ti sembra di conoscere ogni strada e ogni piazza.

Succede che quando ci vai e ci torni in vacanza ti innamori anche i marciapiedi, per non parlare del metro dove ti aspetti di incontrare Zazie.

Succede che in questo momento 15 ex studenti di liceo che hanno le lacrime agli occhi mentre sono incollati alla rete e pensano al vocione di quel professore che vagava tra i banchi. 

Succede che alcuni di loro ci sono andati a vivere a Pairigi, tanto le hanno voluto bene e noi dall’Italia ci preoccupiamo.

Parigi non è solo i cugini francesi.

Parigi è dentro di noi.

E fa molto male.

Bologna, 2 agosto. In soccorso della memoria

Il Trentasette

I soccorsi vennero organizzati immediatamente: ‘La prima ambulanza è piombata sul piazzale della stazione neppure due minuti dopo’. Così il Resto del Carlino, giornale cittadino, raccontava la reazione allo scoppio della bomba in stazione.

Ancora prima dell’arrivo di ambulanze e di vigili del fuoco i sopravvissuti vennero aiutati da passanti, ferrovieri e tassisti.
Anche le automobili private furono utilizzate per il trasporto dei feriti e fecero la spola fra stazione e ospedali.

Le lunghe catene umane in cui venivano passati i calcinacci, i mattoni che si spostavano tentando di liberare la zona dell’esplosione, sperando di trovare persone vive, seppur ferite, sotto le macerie erano formate da volontari, vigili del fuoco, soldati di leva; spesso si trovarono a lavorare fianco a fianco persone diverse, persone che, a Bologna, si erano trovate a fronteggiarsi anche aspramente sul piano politico.

Soccorsi bus 37
Soccorsi bus 37

Via Bologna – 2 Agosto 1980 – Associazioni Familiari vittime della strage alla stazione – I soccorsi

Appuntamento il 2 agosto a Bologna

Stazione di Bologna 2 agosto 1980

Come ogni anno domattina andrò alle celebrazioni per il 2 agosto, sfidando l’Italia in vacanza e la città semideserta.

In genere sono sempre andato con la famiglia e con un amico. Il giorno prima, il primo agosto, ci si passa la voce: sei a Bologna domani? Ci vediamo in Via Indipendenza o in Piazza?

Quest’anno ho deciso di scriverlo sul blog. Chi vuole unirsi lo scriva nei commenti. E’ un’esperienza importante per sentirsi bolognesi, per stare vicino ai familiari delle vittime, per non dimenticare in che razza di paese abbiamo vissuto e ci ostiniamo a vivere.

Ci vediamo alle 9:00 all’incrocio via Indipendenza – via Ugo Bassi, di fronte a piazza Nettuno. Alle 9:15 parte il corteo.

Manifesto 2008 celebrazioni strage 2 agosto 1980

10 domande – la verità sulle stragi

10domande è il sito che raccoglie delle video domande ai candidati premier alle prossime elezioni. Le domande sono dotate di tag, link di condivisione e possibilità di voto. Le 10 domande più votate verranno girate ai candidati.

La mia domanda riguarda la verità sulle stragi, perché penso che sarà sempre un argomento di attualità finché non verrà fatta piena luce.

Ripropongo la domanda anche qui sotto:

Bologna, 2 agosto 2007, per non dimenticare



Le 10 e 25

Originally uploaded by hanfed.

Per non dimenticare è uno slogan che si legge spesso quando ricorrono le celebrazioni di un evento come la strage alla stazione di Bologna.

Il lento, sereno, corteo che da via Indipendenza raggiunge la Stazione è un momento di partecipazione che ogni Bolognese impara a fare, un appuntamento a cui non si manca a costo di spostarci le ferie.

Io ci ho portato amici, fidanzate poi compagne, prima un figlio poi il secondo e continuerò a farlo. Ho visto anni in cui le folle si diradavano, forse a causa dell’estate, forse di una verità completa che tarda ad arrivare 27 anni dopo. Ogni anno però ci sono i parenti delle vittime, con le loro ferite mai sanate, che hanno bisogno di tutti noi che ci ricordiamo Bologna ferita e una stazione scoperchiata come in tempo di guerra. Cose che un dodicenne non dovrebbe mai vedere senno’ poi va a finire che non se le scorda e viene a tutte le manifestazioni.

Il modo di ricordare che mi riesce meglio è per immagini. Ecco il fotoalbum della giornata di oggi.

Link utili:

Update: ne parlano anche: Luca Sartoni, Alessandro Ronchi