Quanto traffico nei blog?

The truth about traffic on the Internet:

I don’t want a big audience. I want a smart audience. So far I’ve gotten exactly that from TechMeme.

If I wanted a big audience I’d go write a Paris Hilton blog or something like that.

(Via Scobleizer – Microsoft Geek Blogger.)

Sembra che il dibattito sull’essere in cima alle classifiche senza per questo avere numericamente un alto traffico secondo le metriche 1.0 tocchi anche le blogstar d’oltreoceano.

La risposta di Scoble mi piace molto e spero che contribuisca a diffondere le idee rivoluzionarie di coda lunga, di percolamento delle informazioni nella rete sociale e di abbandono dell’idea di VIP/blogstar come accentratore di traffico.

Quello che conta è il fluire delle informazioni da un blog all’altro, magari passando da un tumblr o da un twit, da una casetta all’altra della rete.

L’altra sera mi sono trovato ad una cena privata per le ultime battute della primarie del nascente Partito Democratico. Pubblico di età media superiore alla mia, misto di amici ed élite locale, alfabetizzato al punto giusto da venire invitato via mail ma non di più. Non mi stupisco di non sentire pronunciare la parola Internet o Blog dall’oratore. Passate le domande di rito (come si vota, come avviene lo scorporo, etc.) si forma un capannello per proseguire la discussione.
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Twitter: le 10 regole di Scoble

Scoble si deve essere accorto che seguire tutti quelli che lo seguono su Twitter, in un rapporto 1 a 1 produce un traffico eccessivo per qualsiasi umano. Ecco quindi le sue 10 regole che arrivano, peraltro 9 mesi dopo le 7 regole d’oro di Fullo.

Il parto di Scoble aggiunge qualcosa alla conoscenza di Twitter. Mentre le opinioni di Fullo erano quella di un early adopter, come molti di noi a quell’epoca, quelle di Scoble rispecchiano un periodo di esplosione del fenomeno Twitter, periodo nel quale molti utenti della prima ora si ritrovano con più contatti di quelli che si possano ragionevolemente gestire.

Le regole di Scoble sono dei buoni propositi che, con la consueta autoironia, ammette di non riuscire a seguire tuttavia contengono alcune verità interessanti:

  • il traffico dei twits è eccessivo
  • continuare il discorso su più twits è male
  • lo spam dei propri link è male
  • le regole sono fatte per essere rotte

Il problema dell’eccesso di traffico viene stigmatizzato in maniera molto pragmatica, (americana oserei dire) facendo notare che un utente che sia follower di un’altro utente prolifico come Scoble, si ritrova la propria home page monopolizzata dai twit di quest’ultimo. Questo accade perché in ogni pagina di twitter si visualizzano 20 messaggi alla volta. Ogni altra regola sulla twit-logorrea viene ricondotta a questa.

Curiosamente i suggerimenti per limitarsi ricordano da vicino i consigli che Guy Kawasaki dava negli anni ’90 per limitare l’inquinamento da troppi email nella Lista MACWAY EvangeList: rispondere solo ad una frazione minima degli email ricevuti limitandosi a poche righe nel testo. Non trovo il messaggio preciso con i consigli di Guy ma mi fido della mia memoria. Ecco una nutrita lista di MACWAY digest, direttamente dall’era Internet Avanti Google.

E’ nata una blogstar

E si chiama Milan Scoble, ma non c’entra col pallone e affini: è un omaggio alla città di Milano.

Dicevamo ieri della twittercronaca di Scoble e di come non fosse stato il primo a socializzare la nascita di suo figlio su Twitter.

Milan è nato oggi alle 11:24 ora italiana (minuto più, minuto meno, a seconda delle bizze degli ntp server), me ne sono accorto dai twit di scoble che mi comparivano su twitterrific e ho deciso di dare un’occhiata in profondità, per vedere se avesse superato i classici 3-4 annunci che aveva dato Nicola Mattina per la piccola Ludovica. Anch’io 7 mesi fa quando ho vissuto la stessa esperienza non avevo cosi’ tanto tempo per mandare messaggi al mondo e mi sono limitato al tipico sms broadcast uguale per tutti. Alla maternità del Maggiore del resto non c’era wifi, siamo in Italia.

Quando ho aperto la home di twitter di Scoble sono rimasto esterrefatto: non ha smesso di mandare messaggi in continuazione da ieri. Ogni piccolo evento è documentato, e ha avuto tempo anche per le reply ai suoi contatti: c’è la rottura delle acque, l’epidurale, il momento della nascita in formato testo e in formato audio (twittergram), con la precisazione che è stato registrato nell’istante preciso della nascita.

Non mancano le foto su flickr, a partire dal battito cardiaco sul monitor (che gira con software Microsoft) per finire col taglio del cordone.

La cronaca continua, anzi è momentaneamente in pausa dopo l’annuncio che a Milan piace ciucciare le dita del padre. Non credo che Robert resisterà alla tentazione di mandare altri twitt.

Tutto questo polverizza i dubbi che in tempi diversi ci ponevamo prima Sergio e poi Daria ed io nei rispettivi interventi sui blog dei nostri figli, nati per ragioni diverse ma accomunati da una particolare attenzione per la loro privacy.

D’accordo che siamo nella Silicon Valley e che gli Scoble sono dichiaratamente una coppia di Geek. Tuttavia è molto diverso fare la cronaca della coda per comprare l’iPhone, un consesso di geek consenzienti che condividono la stessa passione, un altro invadere il terreno finora toccato solo dalle docu-soap.

La questione non è per niente scontata tantomeno chiara (almeno nella mia testa): è possibile essere un blogger e continuare a conservare una vita separata oppure il gorgo della cronaca always-on, del microblogging trascina dentro di sé ogni aspetto della nostra vita e di chi ci sta accanto?.

Twitter e Tumblr hanno insito nella loro natura la facilità del it’s just a click away. A volte penso che sia una strada in discesa. Cosparsa d’olio.

Un altro blog-figlio nascituro su Twitter

Questa volta si parla del figlio di una blogstar, o meglio della blogstar per definizione.

Scoble sta per diventare padre. E’ buffo vedere le notizie personali mescolate agli annunci tecnologici o all’entusiasmo da geek per il regalo che sua moglie futura partoriente gli ha fatto poche ore fa.

Anche i twit sul bambino si susseguono fra quelli tecnologici e le conversazioni della blogosfera. In qualche caso il contenuto è misto: moglie e marito che giocano con l’iPhone nella sala d’attesa del ginecologo.

Sembra che manchi poco ormai. La coppia è all’ospedale di Stanford e da padre riconosco l’emozione di Scoble:

Twitter / Scobleizer::

I have a new respect for women. Guys, we don’t realize how lucky we are.

Questo 36 minuti fa. Stiamo a vedere che succede.

Non è la prima volta per la blogosfera: poco tempo fa abbiamo seguito la nascita di una piccola Mattina.