Apollo 11: uno splendido cinquantenne

Oggi ricorrono i 50 anni dell’allunaggio, un momento storico che ha segnato tutti quelli della mia generazione e ha popolato l’immaginario dei viaggi spaziali con tute bianche, caschi sferici e zaino enorme.

La rete brulica di letture commemorative. Io, da bravo bolso, mi limito a segnalare lo specialone del Post e il racconto dell’89enne Michael Collins nel Google Doodle celebrativo.

Quello che significa per me l’allunaggio l’ho scritto nel post di 10 anni fa per il quarantennale dello sbarco sulla luna.

(Toh, una volta si scriveva sui blog).

Mi soffermo invece su questo video di cui consiglio la visione integrale in cuffia cercando di seguire l’audio inglese. È la ricostruzione integrale dell’allunaggio visto dall’interno della cabina del LEM usando l’audio degli astronauti, del controllo volo a Houston e i dati della strumentazione (altitudine, inclinazione, programmi del computer in uso).

Emozionante.

Me li sogno ancora oggi quegli occhi

Le persone che stavano morendo lì non avevano neanche un’idea di cosa fosse successo, e per questo tutti avevano occhi come quelli degli animali. Hai mai visto gli occhi di un maiale quando viene sgozzato? Spaventoso, no? Questa persona mi guardava in quel modo. Me li sogno ancora oggi quegli occhi. Ogni anno, verso il 6 agosto, sogno quegli occhi, tutte le notti. Non voglio vederli mai più, ma loro continuano a comparire. Tanta è stata l’impressione che mi hanno fatto.

(Via Un vecchio dottore giapponese scampato alla bomba atomica | VICE Italia.)

Non ringrazierò mai abbastanza pagina 3 per avermi fatto scoprire questo racconto, da leggere tutto e a stomaco vuoto.

La bomba atomica su Hiroshima è una di quelle cose che, nei cassetti della mente, tendono ad essere relegate nei libri di storia, complice quel velo retro degli anni ’40 che ammorbidisce gli spigoli.

Mentre il ricordo dell’Olocausto è mantenuto vivo da testimonianze, racconti, film e dibattiti, da noi in Europa le bombe su Hiroshima e Nagasaki sono un evento più lontano.

Bastano poche parole per evocare quello che realmente è stato, basta la scena di Rapsodia in agosto in cui gli anziani superstiti ciechi vanno ad accarezzare i giochi arrugginiti nel giardino della scuola distrutta dalla bomba.

Leggete il racconto del dottor Hida e poi guardate queste immagini di The Big Picture.

Messaggio a reti unificate

A casa bolsa Cesare non è l’unico ad avere il compleanno multiplo.

Il 2 aprile per noi ha un significato particolare e così, dalla sera del giorno prima partono festeggiamenti telefonici, messaggi privati, occhiate complici.

Quando si può si mangia tutti insieme.

Vincere la sfida di un brutto infarto più di venti anni fa, quando fermare un rapido e chiamare un’ambulanza erano operazioni per niente scontate vuol dire scommettere sul futuro dei progressi della medicina e su una vita diversa.

Oggi, 22 anni, un defibrillatore e 2 nipoti dopo ci riteniamo ottimi scommettitori.

Continuiamo così, evviva nonno Ferruccio!

It was 5 years ago today

Cinque anni fa questo blog vedeva la luce a partire dalla voglia di giocare con Radio, della prima intuizione sulla pubblicazione personale online e soprattutto dalla voglia di rispondere per le rime a Gianluca Neri che in un 42 di Clarence se la prendeva con i doppiatori italiani.

In 5 anni Clarence è scomparso, il sottoscritto ha messo su famiglia (la cui avventura à narrata nell’unico dei nostri blog che vale la pena leggere) e questo blog è rimasto in piedi nonostante tutto, privo dell’ABC del buon blogger, dal blogroll ad un minimo sindacale di decenza nella regolarità dei post.

A questo punto avrei la patente per dire la famosa frase che ho sempre letto sui blog più famosi:

ho conosciuto un sacco di gente interessante, sono circolate un sacco di idee, etc.

e invece devo ammettere più onestamente che la maggior parte delle cose le ho imparate nell’ultimo anno, quando la partecipazione attiva ad una rete sociale e al mio primo barcamp ha sostituito le elucubrazioni teoriche. Ho effettivamente imparato un sacco di cose ma elencarle freddamente mi dava l’impressione delle perle di saggezza di Renzo nel finale de I Promessi Sposi.

Meglio una serie di post. Del confronto 1.0 vs. 2.0 ho piena la draft folder. Devo solo cominciare a svuotarla, un posticino alla volta.

Sarà un caso che ho finito La Coda Lunga pochi minuti fa? Sarà un caso che sono in piena dissenteria? Mi voglio decidere a parlare dei doppiatori?

Ai posteri l’ardua sentenza. Frattanto grazie a tutti di essere passati di qua, su un blog che io non leggerei mai.