La 42esima estate ai tempi di facebook

Confesso che ultimamente ho cliccato con poco entusiasmo sui compleanni che Facebook roboticamente mi segnala. Non tanto perché mi importasse poco della persona cui avrei fatto gli auguri ma perché mi immedesimavo in lei immaginandomi di non gradire auguri sollecitati da un reminder su un social network.

Consideravo come parte del messaggio di auguri la fatica di ricordarsi della giornata e di ritagliare un pensiero speciale per il festeggiato.

Se l’augurio è semiautomatico deve avere lo stesso valore di una newsletter (che peraltro da Vodafone mi è arrivata).

Avevo sottovalutato i 500 milioni di utenti che abitano Facebook o meglio, avevo sottovalutato il radicamento nelle possibili forme comunicative di questo social network anche da parte di chi non è così addentro la rete e la tecnologia come noi friendfeed-maniaci.

Se è vero che quel clic è facile da fare, ci sono stati 42 e più amici che si sono sbattuti per farlo e aggiungere un messaggio, lungo o corto. Sia su FriendFeed che su Facebook che su Twitter.

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Sapete una cosa? Non siete stati affatto robotici e mi avete fatto un gran piacere. Così come mi hanno fatto piacere sms e telefonate che hanno completato la multicanalità del complebolso di ieri.

Mi si è confermata la rete come luogo concreto e vitale di risonanza di rapporti e legami e come rete delle possibilità sempre aperte.

Roba che se non stai attento ti arrestano l’Ego per ubriachezza molesta.

Credo che non avrò più dubbi nel cliccare sui compleanni futuri e imminenti.

Grazie a tutti. Grazie, rete.

P.S.: la giornata nel mondo reale si è conclusa con un’altra sorpresa: una bolso-sopportante che mi fa trovare 42 candeline profumate e due aiutanti per spegnerle. Grazie a voi tre. Vi amo.

Due aiutanti per 42 candeline

Compleanni di aprile

Scopro ora che oggi sono nate diverse persone, blogger e non.

Auguri a tutti, da Skype mica vedevo l’elenco completo.

Update: per un giorno mi ero perso il Maestro Jedi Gaspar. Auguri! Nei commenti abbiamo recuperato e fatto gli auguri al nostro codice fiscale™.

Bisognerebbe recuperare il wiki con i blogger-compleanni e integrarlo nelle apposite pagine di wikipedia.

Non è solo un diario

Recentemente mi sono trovato a ribadire la mia opinione sul significato e le implicazioni di scrivere in pubblico. Al di là di questa occasione ne avevo già scritto qua e là nei commenti dei blog altrui o su FriendFeed: il tema mi appassiona e trovo che sia legato al concetto di intelligenza collettiva e alle conseguenze naturali di un ecosistema di pubblicazioni personali, non vere e proprie regole (nel senso di imposizioni cui obbedire) ma strutture intrinseche naturali, catene montuose o spine dorsali dell’ecosistema.

Il rischio tuttavia è di notare solo gli esempi negativi, anche per un amante della discettazione in sé qual è il sottoscritto.

Un altro tema che mi sta a cuore di cui invece ho parlato raramente è la funzione di autoanalisi del blog. Per ora ho molte idee e molto confuse, motivo per cui ho tardato a metterle in ordine. L’idea di base è che la scelta degli argomenti, dei modi e dei tempi di scrittura può fungere molto efficacemente da scoperta del sé o almeno di approfondimento.

La cosa è molto evidente in un diario personale ma non è il solo terreno di gioco disponibile. Certo è che in un diario la parte difficile è raccontarsi senza sbracarsi, compito non facile che cerchiamo di fare su iBaby. Portare delicatamente alla luce qualcosa di sepolto da lungo tempo è un grande risultato.

Quando mi imbatto in esempi positivi di questo tipo mi fermo a leggerli e faccio tanto di cappello.

Quando qualcuno, come la mamma di una ragazza gravemente malata conosciuta per caso in treno anni fa, mi racconta spontaneamente un episodio privatissimo e dignitoso, ciò mi fa sentire onorato. Anche se un minuto dopo tutto torna come prima, da bravo spaccatore di capelli in 2n.