His name is still on the door

Tim Cook ricorda Steve Jobs e il suo credere nell’innovazione, il semplice contrapposto al complesso, lo stare focalizzati, la lotta per la perfezione; tutti valori che sono ancora presenti nell’Apple di oggi:

Potresti mettere tutti i prodotti che Apple produce oggi su questo tavolo, ogni singolo prodotto. E i ricavi quest’anno ammonteranno probabilmente a 180 miliardi. Probabilmente non c’è nessun’altra azienda sulla Terra che potrebbe dire lo stesso.

 

La classe non è Aqua

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13 anni fa Mac OS X Public Beta: cursori caramellosi e strisce di sfondo ci fecero prima stupire poi stufare. Con l’evoluzione di OS X l’interfaccia migliorò moltissimo. Oggi le nuove icone piatte di IOS 7 fanno lo stesso effetto e promettono un futuro analogo.

Il punto di vista di uno sviluppatore. Via DF.

But with major user interface changes such as Aqua or iOS 7, Apple has another tendency: they overshoot the mark. Their incremental approach then becomes one where unnecessary items are removed (such as Aqua’s stripes) or improved (excessive shadows and transparency are toned down.)

There’s a good reason for this: it’s much easier to take away elements from a design than it is to add them. Simplicity is achieved by removing that which is not really needed.

One parallel with iOS 7 and Aqua that I don’t expect to see: an evolution that takes over a decade. There are a couple of reasons for this.

(Via furbo.org · Been There, Done That.)

I tempi di Apple

John Moltz su Macworld risponde a chi si aspetta una novità dietro l’altra da parte di Apple:

There seems to be a persistent myth that Apple churned out a groundbreaking products every quarter under Jobs. In reality, it was three years between the iMac and the iPod, another six before the iPhone was released, and then three more prior to the iPad. The fact that Tim Cook’s Apple has not unveiled a new product category since the original iPad is not a colossal fail of epic proportions. In fact, you could argue that the fact that Apple is not rushing something out the door is a sign that it’s operating its business as usual. The company is releasing products on its own schedule, not at the whim of pundits or analysts.

Il mio vicino di casa, Steve Jobs

Not long after, I saw Steve as I was running in our neighborhood. He was deep in conversation with a younger version of himself — his very own mini-me in jeans, black tee-shirt, and wire-rimmed glasses. I must have looked like an idiot as I tripped over a crack in the pavement trying to give them wide berth.

It was at Halloween not long after when I realized he actually knew my name (yes, my name!). He and his wife put on a darn scary haunted house (to be specific, a haunted garden). He was sitting on the walkway, dressed like Frankenstein. As I walked by with my son, Steve smiled and said, “Hi Lisen.” My son thought I was the coolest mom in town when he realized The Steve Jobs knew me.

Thanks for the coolness points, Steve.

From then on, when I saw him holding his executive meetings in our neighborhood, I didn’t hesitate to smile and say hi. Steve always returned the favor, proving he may be a genius, but he is also a good neighbor.

(Via My Neighbor, Steve Jobs | Lisen’s “Blog” – An Angle of PrismWork.)

Questo post di Lisen Stromberg è del 29 agosto. Avrei voluto ribloggarlo ma continuavo a pensare che mi sembrava troppo agiografico e scontato.

Da ieri le cose sono diverse. Leggetelo tutto. E’ un racconto fatto di istantanee, come questa:

While Newsweek and the Wall Street Journal and CNET continue to drone on about the impact of the Steve Jobs era, I won’t be pondering the MacBook Air I write on or the iPhone I talk on. I will think of the day I saw him at his son’s high school graduation. There Steve stood, tears streaming down his cheeks, his smile wide and proud, as his son received his diploma and walked on into his own bright future leaving behind a good man and a good father who can be sure of the rightness of this, perhaps his most important legacy of all.

L’ultimo keynote

Poche ore fa ho finito di vedere sull’Apple TV il video dell’evento di presentazione dell’iPhone 4S come ho fatto per tutti i keynote precedenti.

Volevo cercare di capire come Tim Cook volesse presentare Apple dopo le dimissioni di Steve Jobs cogliendo anche il minimo dettaglio tra sguardi e parole.

Il keynote aveva un tono surreale: l’entusiasmo d’ordinanza lasciava trasparire volti tirati, le frasi a lungo provate che dovevano comunicare l’ultima meraviglia tecnologica sembravano limitarsi a “fare il proprio dovere” per l’holyday season, sciorinando feature su feature come se leggessero l’elenco del telefono.

Phil Schiller, di solito buontempone e brillante, era tetro e privo di vera enfasi. Scott Forestall aveva spento il suo consueto sguardo allucinato e dava ordini vocali a Siri con malcelata mestizia, quasi ignorando il pezzo di fantascienza realizzata che aveva in mano.

Un’ombra pervade quel filmato, quella di Steve Jobs, cui mai un accenno, mai un saluto viene rivolto. Solo un rispettoso silenzio e qualche somiglianza nei gesti di Tim Cook. La sua voce grave ma ferma prende le redini di Apple trasmettendo la consapevolezza di un dolore che non si può più evitare.

Erano le 1:40 di questa notte. Alle 5:20 Daria mi chiama e mi dice della scomparsa di Steve Jobs. Io rispondo “me lo sentivo dentro”.

Grazie, Steve.

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Cosa sappiamo della salute di Steve Jobs

Oggi sia la Repubblica che il Corriere sbattono la profezia di morte di Steve Jobs in prima pagina citando la “Stampa USA”.

L’autorevole fonte è il National Inquirer, che, cercato su Google si rivela con: Celebrity news, gossip, photos at NationalEnquirer.com (i contenuti non sono disponibili agli IP italiani).

Tutto quello su cui si fonda la notizia sono due foto di Jobs smagrito e una diagnosi a distanza di due medici americani. Tra gli articoli reperibili su Techmeme è istruttivo leggere il pezzo di Gizmodo che riporta anche parte delle foto:

The Enquirer followed him from breakfast to the Stanford Cancer Center. It says he has weeks to live, based on analysis of the photos by Dr. Gabe Mirkin and Dr. Samuel Jacobson. Neither are oncologists or have seen Steve in person. Mirkin, a radio talk show host, claims he has a “20-year track record of spotting breakthroughs and recommending effective treatments long before they become standard medical care” and makes his assessment of Steve based on the appearance of Steve’s butt in the photos. Yes, this doctor is making a butt-diagnosis, remotely.

Ovvero: un medico che ha 20 anni di esperienza in diagnosi precoci sta basando la sua diagnosi remota sull’osservazione delle chiappe di Jobs.

E poi, un pizzico di giornalismo: nessuno ha visto i dati medici reali di Jobs e gli esempi delle affermazioni sbagliate dell’Enquirer:

No one knows why he was there—no one has seen the medical records. The Enquirer is also wrong a lot—especially when it comes to proclaiming that celebrities have mere weeks to live. […]

And just a couple weeks ago, Steve was supposedly spotted on Apple campus looking spry with a “full, genuine smile.”

Il cancro al pancreas, anzi LE forme di cancro al pancreas sono tante e i decorsi difficili da prevedere. Qualcuno ha visto la sua cartella clinica? Repubblica? Corriere? Avete chiesto ad un medico italiano di confermare le sei settimane di vita di Jobs sulla base dello stato delle sue chiappe?

Se sì me lo fate sapere nei commenti, grazie.

Update: lo ha detto meglio di me Sasaki Fujika.

A splendid time is guaranteed for all

Tra 60 minuti Apple svelerà il mistero dietro l’annuncio che ha oscurato 21 home page dei suo siti nazionali. (con due traduzioni diverse per la parte italiana).

Secondo il Wall Street Journal Il catalogo dei Beatles dovrebbe sbarcare su iTunes, secondo molti si tratterebbe di un iTunes on the cloud.

Ai Beatlesiani come me batte forte il cuore, anche se abbiamo al sicuro nell’armadio i vinili originali, i CD originali degli anni ’80, le Antologies, i CD rimasterizzati dell’anno scorso e relativi file audio importati in iTunes.

Tutti gli altri stanno dicendo “embe’, tutto qui”?

A costoro, specie a quelli cui manca un enzima, come dice Roberto, vorrei spiegare qualcosa.

Essere Beatlesiani non è una scelta, è una malattia.

Si viene contagiati senza neanche accorgersi. Al contagio segue una sfrenata, felice, allegrissima dipendenza che non finisce mai.

Un Beatlesiano ascolta una canzone, una porzione di canzone, un accordo come un amante della montagna non smette di guardare la sua vetta preferita in una giornata di sole.

Un Beatlesiano d’annata non è un più un fan adolescente, non gliene frega niente del pettegolezzo inedito ma è capace di eccitarsi per qualunque cosa faccia rivivere il suo sogno, quel sogno durato poco meno di un decennio e mai vissuto di persona.

Per un Beatlesiano i Beatles non sono un gruppo musicale qualsiasi, non sono neanche i rivali dei Rolling Stones, non li paragona a nient’altro. Sono una passione pura e semplice. Un pezzo di storia della musica, un’ininterrotta cascata creativa.

Per un Beatlesiano il treno di A Hard Day’s Night non si è mai fermato e lo Yellow Submarine naviga ancora tra il Mare dei Mostri e il Mare dei Buchi.

Un Beatlesiano che sia anche malato di Apple da 20 anni ha due passioni parallele, anzi due malattie parallele. A lungo vi ha trovato affinità e a lungo si è crucciato nel vederle contrapporsi a suon di tribunali.

Difatti il Beatlesiano Applemaniaco sa che neanche un sonnambulo confonderebbe la mela verde con la buccia dei Beatles con la silhouette monocolore di quella di Apple, Inc. e sono anni che spera che si mettano d’accordo, ellamiseria.

Il Beatlesiano ha sempre sorriso quando cambiava i suoni di sistema e sceglieva sosumi.

Il Beatlesiano Applemaniaco si ricorda quando presentando il primo iPod Steve Jobs ha suonato uno dei due brani scelti da A Hard Day’s Night.

Il Beatlesiano Applemaniaco gioirà, se fra 40 minuti vedrà i ragazzi su iTunes perché due pezzi del suo puzzle del cuore andranno insieme. E magari deciderà di svenarsi di nuovo se proprio proprio ci fosse qualche nuova bonus track.

Perché il sogno, digitalizzato, avrà un nuovo sussulto di vita.

L’iphone 4 tra l’incudine e il keynote

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Jobs e Apple puntano tutto da sempre prima sul keynote e poi sul sito apple.com e le press release.

Negli anni i Keynote degli Apple Events hanno avuto sempre più risalto sul sito Apple, trovando ora una collocazione definitiva dopo varie sistemazioni all’interno del ramo QuickTime.

Il dato costante è sempre stato: scordiamoci il passato e gli eventi scomodi. La pagina attuale si ferma infatti a fine 2009.

Proprio ieri ho cancellato una carrettata di vecchi bookmark di Safari e per scrupolo ho controllato quelli dei keynote dei macworld 2003. Niente, spariti (ovvio: è sparito il MacWorld come “evento Apple”).

Tra 7 ci sarà la conferenza stampa che tutto il mondo tecnologico si aspetta. Si dà per scontato un richiamo degli iPhone 4, un risarcimento, un’ammissione di colpa nell’aver saputo in anticipo del difetto e avere taciuto. (notizia di Bloomberg basata su fonti non confermate, ripresa da noi dal Post):

Last year, Ruben Caballero, a senior engineer and antenna expert, informed Apple’s management the device’s design may hurt reception, said the person, who is not authorized to speak on Apple’s behalf and asked not to be identified. A carrier partner also raised concerns about the antenna before the device’s June 24 release, according to another person familiar with the situation.

[…]

Steve Dowling, a spokesman for Apple, declined to comment and said he wouldn’t make Caballero available for an interview. Caballero didn’t respond to a call and an e-mail seeking comment.

Inoltre secondo il WSJ il tempo per i test sarebbe stato scarso e i prototipi camuffati non erano “testabili” perché non potevano essere toccati direttamente:

The iPhones Apple sends to its carrier partners for testing are “stealth” phones that disguise a new device’s shape and some of its functions, people familiar with the matter said. Those test phones are specifically designed so the phone can’t be touched, which made it hard to catch the iPhone 4’s antenna problem.

Apple gave its carrier partners far less time to test the iPhone 4 before its launch and gave them significantly fewer devices to test than other handset makers, people familiar with the matter said. AT&T Inc., Apple’s exclusive partner in the U.S., has until recently taken the brunt of criticism for dropped calls on Apple phones.

A poche ore dal presunto spargimento di cenere sul già grigio capo di Jobs, Apple tiene in home page l’iPhone 4 e i tre link ai filmati pubblicitari e al keynote di Jobs di giugno, quello in cui al minuto 00:33:20 Jobs esalta il gap nella banda metallica che separa le due antenne, il gioiello di progettazione che garantisce una migliore ricezione ma anche quello che se cortocircuitato dalla mano sinistra la peggiora.

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Non ha senso. Ammettere un difetto è corretto e doveroso, proporre un’alternativa anche. Un richiamo massiccio e una disfatta no, almeno con queste premesse comunicative.

Mi azzardo a lanciarmi in previsioni: offriranno sconti o rimborsi sull’iphone 4 (o una custodia gratuita, come fecero con il primo iPod nano) ma tireranno fuori dal cilindro qualcosa di grosso per “coprire” la figuraccia e anticipare prodotti futuri. Un nuovo iMac? Servizi sul Cloud? Mah, vedremo.

Update: anche il New York Times rilancia l’idea che non ci sarà un richiamo di iPhone 4 da parte di Apple.

The person said the problems were longstanding but had been exposed by the design of the iPhone 4. All cellphones can be affected by the way a hand grips the phone, but well-designed communications software compensates for a variety of external factors and prevents calls from dropping, the person said.

Qualche factcheck su iPhone 4

Apple venerdi sera (alle 19 ora italiana) terrà una conferenza stampa che presumibilmente sarà sui problemi di ricezione di iPhone 4:

Apple would only say that the press conference would be regarding the iPhone 4. No other information was available when I spoke with them tonight.

Repubblica prima lancia la notizia nel giorno sbagliato poi approfondisce in un pezzo pieno di “potrebbe”, di “ipotesi” e “rumors” che riassume quel poco che si sa dai siti stranieri:

Una delle ipotesi è quella di una maxi operazione di richiamo il cui costo è stato stimato in 1,5 miliardi di dollari.

Proprio i rumors su un possibile ritiro – subito dopo la bocciatura dell’iPhone 4 da parte di Consumer Reports – hanno penalizzato non poco il titolo Apple in Borsa.

Mi chiedo: il difetto c’è o non c’è? In quanti l’hanno notato? Cosa dice esattamente Consumer reports? E’ una bocciatura o no? Chi ha stimato i costi del ritiro?

Le risposte da un rapido giro su Google Reader:

Engadget riconosce l’esistenza del difetto in sé pur non riscontrandolo nelle unità testate ma lascia la parola i lettori (leggetevi tutto il pezzo e troverete pareri contrastanti):

That said, however, it’s not at all clear what the real-world effects of the antenna issue actually are for most people — as we’ve repeatedly said, several iPhone 4s owned by the Engadget staff (including our review unit) have never experienced so much as a single dropped call, while others suffer from signal issues that results in lost calls and unresponsive data in a dramatic way. What’s more, at this point Apple’s sold well over two million iPhone 4s, and we simply haven’t heard the sort of outcry from users that we’d normally hear if a product this high-profile and this popular had a showstopping defect. Honestly, it’s puzzling — we know that the phone has an antenna-related problem, but we’re simply not able to say what that issue actually means for everyday users.

So we’re doing what we can do: we’ve collected reports from every member of the Engadget staff who’s using the phone, as well as reached out to a variety of tech industry colleagues for their experiences. As you’ll see, most of our peers seem to be doing perfectly fine with their iPhone 4s, but the people who are having problems are having maddening issues in an inconsistent way. We’d say it all comes down to the network — particularly in New York City, where AT&T just completed a major upgrade — but even that isn’t a consistent factor in predicting experience. Ultimately, we just won’t know what’s really going on until Apple comes clean and addresses this issue (and the growing PR nightmare it’s become), but for now we can say with some certainty that not everyone is affected, and those that are seem to be in the minority. Read on for the full report.

Risultati altalenanti li trova anche Neven Mrgan:

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The only conclusion I can draw from these data is that the iPhone 4 3G cell signal reception is really inconsistent. (At least that’s the case where I live.)

Consumer Reports da il massimo dei voti a iPhone 4 ma non lo “raccomanda” finché non viene risolta la questione della ricezione. Non lo chiamerei “bocciatura”.

Basta leggere le parole di Consumer Reports nel post in questione:

The iPhone scored high, in part because it sports the sharpest display and best video camera we’ve seen on any phone, and even outshines its high-scoring predecessors with improved battery life and such new features as a front-facing camera for video chats and a built-in gyroscope that turns the phone into a super-responsive game controller. But Apple needs to come up with a permanent—and free—fix for the antenna problem before we can recommend the iPhone 4.

Consumer Reports riporta fatti e valutazioni non cerca il singolo titolo sensazionalistico, nel post successivo ribadisce sia il problema sia l’ottimo giudizio dell’iPhone 4 come device:

Our tests, conducted in our labs using controlled signals, confirm growing anecdotal indications that the iPhone 4’s problems are anything but illusory. Our tests found that when your finger or hand touches a spot on the phone’s lower left side—an easy thing to do—the signal can significantly degrade enough to cause you to lose your connection altogether if you’re in an area with a weak signal. We tested several other AT&T phones the same way, including the iPhone 3G S and the Palm Pre. None of those phones had the significant signal-loss problems of the iPhone 4.

Ironically, aside from these reception glitches, our other tests placed the iPhone 4 atop the latest Ratings of smart phones. But we did not feel comfortable listing a phone with such a problem as “recommended,” and therefore have withheld that tag.

Il problema si sposta perciò dal piano tecnologico alla valutazione del comportamento di Apple domani sera. Update: il Post lo dice meglio di me. 🙂

Per finire, il costo del richiamo di tutti i telefoni viene stimato in un miliardo e mezzo di dollari da Tony Sacconaghi di Bernstein Research che lo ritiene improbabile:

He has issued a report with a US$1.5 billion price tag as his best guess. However, that’s not what Sacconaghi believes will happen. Instead, he suspects Apple will relent and issue free Bumper cases to those who want them. With an estimated production cost of $1 each, the cost would drop significantly and frankly hardly disrupt Apple financially.

Update: 152 commenti al post di Bob Egan, ingegnere elettrotecnico, che critica i metodi adottati da Consumer Reports nei loro test (via AppleInsider che cita ulteriori approfondimenti via email).

Tutti a preoccuparsi per Flash

Oggi, appena aggiornato Firefox, eccomi ricevere un allarmante monito dalla schermata di benvenuto

firefox 3.6.6. what's new: flash upgrade

Allora non era solo Jobs a preoccuparsi degli aspetti di sicurezza di Flash… 🙂

Third, there’s reliability, security and performance.

Symantec recently highlighted Flash for having one of the worst security records in 2009. We also know first hand that Flash is the number one reason Macs crash. We have been working with Adobe to fix these problems, but they have persisted for several years now. We don’t want to reduce the reliability and security of our iPhones, iPods and iPads by adding Flash.

(via Apple – Thoughts on Flash)